Quella tra l'imprenditore Simone Sabaini e il Cioccolato di Modica è una storia che nasce da un paradosso: un incontro casuale iniziato con un rifiuto e trasformatosi in una rivoluzione gastronomica. Trasferitosi a Modica nel 2007, Simone ha saputo trasformare il suo iniziale "rifiuto" per quel prodotto in un’intuizione visionaria, culminata nel 2010 con l'apertura del suo primo laboratorio che punta alla produzione di un cioccolato biologico.
Analizzando con occhio critico i limiti di un cioccolato privo di burro di cacao e dalla consistenza granulosa, è riuscito ad esaltare le sue proprietà organolettiche attraverso tecniche di affinamento innovative e un packaging dal design contemporaneo. Oggi, la sua realtà rappresenta il successo di chi non si è limitato ad accettare la tradizione, ma ha scelto di decodificarla e perfezionarla, rendendo eccellente un prodotto unico nel suo genere.
Cosa ha visto in questa città e nella sua tradizione cioccolatiera che non ha trovato altrove? È stata una scelta di testa o di cuore?
“È stata una scelta molto felice proprio perché è stata la sintesi tra la testa e il cuore. Quindi prima di fare il cioccolato ho scelto di vivere a Modica.
Mi sono innamorato di questa città bellissima con una luce così accecante, in certi momenti, con uno stile di vita molto rallentato. E questo non l'ho trovato altrove.
Il cioccolato è arrivato conseguentemente, in realtà non mi piaceva il cioccolato di Modica. Quando sono arrivato qui, ho capito i motivi per cui non mi piacesse e quindi ho cercato di farlo meglio."
Qual è stata la sfida più grande nel cercare di innovare un prodotto così legato alla tradizione, e come si è evoluta l'identità dell'azienda oggi?

“Io credo che la cosa più difficile, soprattutto nei primi anni, è stato spingere le persone che erano abituate ad un Cioccolato di Modica bianco, che si sbriciolava, che perdeva le sue proprietà organolettiche, a farlo assaggiare. Perché in contesti molto esigenti, del Cioccolato di Modica non ne voleva sentire parlare nessuno. Purtroppo il percepito era quello di un prodotto di bassa qualità.
Quindi l'inizio è stato difficile proprio per quello, fargli capire che questa bassa qualità in realtà era quello che noi volevamo evolvere e noi eravamo d'accordo con loro, sul percepito che avevano, e quindi cercare di stimolarli all'assaggio verso un prodotto che è molto diverso. Il nostro rimane lucido, compatto, non si sbriciola e mantiene le proprietà organolettiche.”
Quali sono i prodotti che meglio raccontano la filosofia Sabadì? C’è un "prodotto prediletto" che rappresenta il punto di svolta?
“In realtà sono due. Il primo è stato il Cioccolato di Modica, proprio nell'evoluzione del percepito del Cioccolato di Modica.
Credo che esista un prima di Sabadì e un dopo Sabadì. Già adesso, dopo 15 anni, devo dire che il livello medio della qualità del Cioccolato di Modica è molto cambiato, anche e soprattutto grazie a noi credo. Ma chiaramente il prodotto, poi nell'evoluzione rispetto a questo concetto, che ci contraddistingue è sicuramente il cioccolato affinato.
Noi ci troviamo nella prima cantina al mondo di affinamento del cioccolato. È un cioccolato molto diverso perché proviene da questo luogo, che è esperienziale dove il cioccolato viene affinato per contatto."
In che modo la lavorazione artigianale e la tecnica di affinamento si fondono con la vostra idea di creare prodotti ricercati sul mercato?
“Questo è un luogo unico al mondo, in realtà unico fino al 2017, poi abbiamo aperto anche un'altra canzone di affinamento a Siracusa, in piazza Duomo d'Ortigia, e a Noto, quindi sono tre attualmente. In questo luogo, che è un luogo esperienziale dove accogliamo i visitatori. Quindi diciamo un luogo molto frequentato dai viaggiatori e dai nostri consumatori, che vengono per vedere come avviene il processo di affinamento. Perché è un processo, come dicevo prima, unico.
Dovete immaginare il cioccolato che riposa all'interno di fiori, di erbe, di spezie, di tè, tabacchi, resine, per un lungo periodo di tempo. Il cacao, ha all'interno il burro di cacao, quindi un grasso naturale, che è tra i grassi quello che assorbe e fissa meglio gli odori.
Quindi questo burro di cacao, nel tempo, assorbe e fissa la componente aromatica e crea un cioccolato molto diverso, concettualmente.
Molto diverso anche in termini di gusto perché, ad esempio, nelle spezie.
Non essendo inclusa fisicamente la spezia, non c'è la piccantezza, ad esempio, di un pepe, ma solo la componente aromatica.
Questo è uno dei tanti esempi che potrei fare. Nel tabacco, ad esempio, non migra la nicotina ma solo l'aroma del tabacco.
È un cioccolato che coinvolge molto di più nella degustazione della componente retrolfattiva, quindi è una sensazione unica di poter sentire il profumo di un elemento aromatizzante mentre si sta gustando quel prodotto.”
Quali sono i vostri obiettivi per il futuro? C’è un progetto che vi piacerebbe realizzare?

"Io credo che per noi il focus esperienziale sia la cosa più importante, che ci contraddistingue.
Quindi l'obiettivo è di continuare a fare bene questo lavoro, eventualmente estendendolo anche in altre città turistiche siciliane. Ma credo che il nostro focus sia principalmente esperienziale.
Poi abbiamo nuove linee, nuovi prodotti che vanno più in un'ottica di sviluppo del mercato, in particolare turistico estero, ma diciamo che come identità di Sabadì sia principalmente esperienziale."
L'evoluzione di Sabadì continua con il lancio di “I am Italiano”, un brand che segna una nuova frontiera per il laboratorio di Modica.
A differenza del cioccolato grezzo, che ha reso noto il marchio, questa linea è stata studiata per offrire un’esperienza più universale. Grazie all'aggiunta di una piccola quantità di burro di cacao, il cioccolato acquista una texture più scioglievole e cremosa, risultando immediatamente familiare al palato dei consumatori.
Il progetto non celebra solo il gusto, ma l'intera cultura del nostro Paese: ogni tavoletta è dedicata alle grandi icone italiane ed è accompagnata da cartoline postali, caratterizzate da grafiche ricercate. Il viaggio visivo spazia dall'arte, con la Venere, la Monnalisa, ai simboli dello stile di vita italiano, come la Ferrari a Portofino, la Vespa, e la nostra amata Pizza.
La linea si declina in tre varianti gourmet pensate per conquistare ogni preferenza: latte e caramello salato; latte e caffè; fondente con mandorle caramellate.
Con "I am Italiano", Sabadì trasforma il cioccolato in un vero e proprio ambasciatore della bellezza e del genio italiano.






Le tecniche innovative incontrano il cacao: la storia di Sabadì