Microbirrificio PitanBeer, la birra artigianale di Valeria e Gaspare

Articolo di Irene Maria Rita Milisenda

In Sicilia, in una terra dove il vino non è solo una bevanda, ma un’identità culturale, Valeria e Gaspare hanno deciso di andare controcorrente, inseguendo un sogno fatto di luppolo, malto e fermentazioni lente, scegliendo di produrre birra artigianale.

Loro non vengono da generazioni di birrai. Il loro percorso è fatto di studio, tentativi, errori e tanta curiosità. Una vera e proprio sfida quando decidono di aprire il loro microbirrificio “Pitanbeer” a Favara, un paese della provincia di Agrigento, proprio durante il periodo del Covid. 

Con tanta passione e coraggio, ogni birra che nasce è il risultato di un impegno costante, di notti trascorse a perfezionare ogni dettaglio, a cercare il perfetto equilibrio tra gusto e carattere. Una birra, lavorata al naturale, senza aggiunta di coloranti, solo acqua, malto, luppolo, lievito. Il nome del birrificio, così come le etichette, rispecchiano il carattere del territorio: Pitan è l’anagramma di Pinta, la giusta dose per gustare una buona birra, che coincide al cognome dei coniugi abbreviato “Pitan..za”; e poi c'è la birra Fawar “sorgente d’acqua” si rifà al nome del paese.

Il mercato è piccolo, la distribuzione complessa, e la necessità di educare il pubblico è costante. Ma proprio qui sta la bellezza della loro scelta: ogni persona che scopre le loro birre è una piccola conquista, ogni degustazione è un’occasione per raccontare una storia diversa.

Siamo stati in compagnia di Valeria e Gaspare per vivere un’experience che profuma di luppolo.


Quando nasce l'azienda?

"Il nostro microbirrificio nasce nel 2019 proprio durante la tempesta del Covid. Però alla fine ci siamo riusciti ad andare avanti e abbiamo superato anche quello", ci racconta Valeria. "Abbiamo scelto di chiamare il nostro microbirrificio PitanBeer perché Pitan è l'anagramma di Pinta, la giusta dose per bere una birra e poi è l'abbreviazione del cognome di mio marito Pitanza" .

Da cosa nasce l'idea?

"L'idea nasce dalla passione della nostra terra e dal bere sano. Il buon bere, quello che dice sempre mio marito, perché è giusto dare informazione alla gente nel bere sano,​ moderatamente e con una scelta consapevole". 

Quali sono gli ingredienti che utilizzate?

​"Gli ingredienti sono soltanto cinque della nostra birra artigianale: il luppolo, il lievito, l'acqua, l'amore e la passione. Poi si può spaziare con tutti gli aromi ma mio marito sinceramente non è molto d'accordo, perché per lui la birra è quella vera con la B maiuscola con malto d'orzo o di frumento", dice Valeria che ci mostra le sue birre: "Abbiamo  le piccoline da 33, una linea un po' più semplice, un po' alla portata di tutti e l'abbiamo dedicata alle nostre favara. "Fawer" è il nome di Favara". 

Come viene lavorata?

"Si parte dall’ammostamento  che consiste nel mettere il malto d'orzo, in acqua calda e si determina la  temperature e poi a fine cottura dei grani si fa il lavaggio alle trebbie perché noi trasformiamo l'amido che è contenuto nei chicchi di malto in zuccheri", ci spiega Gaspare minuziosamente i vari passaggi della lavorazione per ottenere una buona birra.  "Poi c'è la chiarificazione usciamo dal mosto finché non esce chiaro e poi, lo portiamo in bollitura. Qui il luppolo fa il suo gioco. Dopo questa fase  c'è il raffreddamento e poi andiamo in sala fermentazione che dura circa 20 giorni, poi la travasiamo in un altro tino e la portiamo in cella frigo. Qui serve soltanto per abbassare la temperatura, i sedimenti vanno sul fondo, noi taschiamo dall'alto e abbiamo una birra più pulita senza essere filtrata. Dopo l'imbottigliamento, deve  stare in un'altra stanza per altri 15-20 giorni dove avviene la seconda fermentazione in bottiglia. Quindi  visto che è fermentata in bottiglia è sicuramente priva di co2 e dunque la birra non gonfierà la pancia". 

Quali i progetti futuri?

"Il nostro  obiettivo è il progetto fin dall'inizio è quello di portare sulla tavola un prodotto genuino. Fatto veramente con i ingredienti naturali, per poter soddisfare quei palati più esigenti. Il nostro obiettivo è sempre quello di poter continuare a produrre birra. Buona". 





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