More: l’ingegnere degli abiti da sposa

Articolo di Vassily Sortino

Morena Fanny Raimondo, l'anima di More, ama definirsi una «ingegnere degli abiti da sposa». Il suo atelier a Palermo, situato in via Enrico Parisi 40, è un vero "Paese delle Meraviglie" dove Morena, come un moderno Virgilio, guida le future spose nella scelta dell’abito perfetto, o meglio, di quello più "adatto" a esprimere la propria essenza. 

La sua missione è chiara: accompagnare ogni donna alla ricerca della propria unicità. Con un bagaglio ricco di esperienza, Morena ha perfezionato la sua arte studiando a Firenze e formandosi tra Roma e i set di grandi produzioni cinematografiche. Questa visione multidisciplinare si traduce in abiti da sposa che raccontano un’eleganza senza tempo, capace di evolversi rimanendo sempre attuale.

Ogni creazione esalta la figura femminile con grazia, grazie a una costante ricerca stilistica e alla cura sartoriale d’eccellenza, pilastro del vero Made in Italy. Le collezioni sposa di More non sono semplici vestiti, ma narrazioni ispirate ai luoghi e alle atmosfere della Sicilia, scenari in cui ogni donna può identificarsi. 

Dietro ogni modello si cela uno studio tecnico rigoroso che si intreccia ai sogni della cliente. La forza del brand risiede nella qualità sartoriale: ogni capo è progettato e realizzato sulla silhouette della sposa, valorizzandone i punti di forza e armonizzando le insicurezze.

Tutti gli abiti sono creati artigianalmente nella sartoria interna dell’Atelier di Palermo, dove mani esperte trasformano tessuti pregiati in opere d'arte. Grazie a una professionalità consolidata negli anni, Morena Fanny Raimondo non è solo una stilista, ma una guida esperta che accompagna la sposa in ogni scelta decisiva.

Come e quando ha preso vita l'Atelier More?

"More nasce dalle prime quattro lettere del mio nome, Morena Fanny Raimondo: una scelta di sintesi per un nome altrimenti lunghissimo. Il brand nasce dall’esigenza di riportare in auge il benfatto italiano.

Dopo anni di studi e di esperienze fuori dalla Sicilia, ho sentito la necessità di tornare nella mia città natale, Palermo, per trasformare in professione tutto ciò che avevo appreso. Ho avuto la fortuna di trovare uno spazio che mi rappresentasse appieno e da ormai dieci anni mi dedico a quello che, a mio avviso, è l’abito più importante e carico di significato: l’abito da sposa

Questa realtà è frutto di una forte determinazione, perché fare impresa a Palermo è una sfida quotidiana, una scommessa che scelgo di affrontare e vincere ogni giorno, nonostante la distanza dai grandi distretti del fashion del Nord Italia. Il mio brand vuole dare una veste nuova all’artigianato, valorizzando un savoir-faire italiano che si fonda esclusivamente sul lavoro di qualità

Ci occupiamo prettamente di abbigliamento femminile, con un focus totale sulla sposa. Dal punto di vista tecnico, l'abito deve essere impeccabile: deve garantire una perfetta vestibilità e accompagnare la donna con comfort per tutta la giornata. L'abito da sposa, a differenza di ogni altro capo, porta con sé una simbologia e una carica emotiva tali da renderlo un abito eterno".

Qual è lo stile delle sue creazioni?

"Le mie creazioni nascono da un dualismo: da un lato, l’anima romantica dell’abito da sposa, che predilige linee scivolate, forme morbide e tessuti dalla cadenza naturale; dall'altro, il desiderio di narrare la mia terra. 

Ogni anno propongo una collezione sposa che è un vero e proprio racconto della Sicilia, ma di una Sicilia lontana dai soliti stereotipi. La mia principale fonte d'ispirazione è lo stile Liberty. Il Liberty a Palermo rappresenta un momento storico di straordinaria bellezza e fervore culturale, e mi piace infondere quell'energia nelle mie opere. 

Ricerco questa eredità nei dettagli: dal disegno di un pizzo pregiato alla linea di una manica, fino ai raccordi sartoriali. Ogni elemento dell'abito diventa così un legame profondo con la storia siciliana e con la sua raffinata eleganza".

Come riesce a conciliare la sua visione artistica con i desideri e le esigenze personali di ogni sposa?

"Le clienti che scelgono More sono alla ricerca di un abito che sia elegante e raffinato, senza essere ostentato. Prediligiamo proporre linee sobrie e pulite, evitando trasparenze eccessive, lustrini o elementi troppo invadenti che potrebbero distogliere l'attenzione dalla naturale bellezza della sposa. 

Oggi, questa ricerca di essenzialità è un aspetto molto richiesto: le nostre clienti desiderano un’eleganza sussurrata. Riceviamo spose provenienti da tutta Italia, segno che il nostro stile riconoscibile e la nostra identità sono diventati un punto di riferimento nel panorama bridal.

Chi si rivolge a noi cerca un equilibrio perfetto tra design moderno e tradizione sartoriale."

Qual è il processo creativo dietro la nascita di un abito?

"La creazione di un abito può scaturire da stimoli diversi: l'input di un tessuto pregiato, un dettaglio catturato in un dipinto o una particolare suggestione scovata tra le pagine di un libro. Tutto nasce da un’idea creativa, spesso imprevedibile; tuttavia, l'intuizione deve essere sempre supportata dal rigore della tecnica.

Questo processo si concretizza attraverso lo sviluppo del cartamodello e lo studio approfondito della resa dei materiali. Fondamentale è l'analisi della vestibilità: l'abito da sposa, infatti, deve accompagnare la donna per l'intera giornata. 

Per questo motivo, occorre curare con precisione aspetti "nascosti" ma vitali, come la portabilità e il peso reale della struttura. Il risultato finale deve essere un abito comodo e leggero, progettato per permettere alla sposa di vivere ogni istante del suo giorno più importante in totale libertà e armonia".

Che consiglio darebbe a un giovane talento che aspira a diventare stilista di abiti da sposa?

"Il mio consiglio è, indubbiamente, quello di studiare con dedizione. Non bisogna fermarsi all'aspetto puramente creativo, ma è necessario approfondire ogni singola fase della produzione di un abito.

Porto sempre con me un insegnamento prezioso della mia professoressa universitaria: “Potreste diventare dei creativi che si limitano a disegnare, ma per guidare davvero un’azienda dovete conoscere l'intero processo produttivo del vostro prodotto”. 

Solo possedendo queste competenze tecniche potrete esercitare un controllo qualità costante e assicurarvi che ogni capo rappresenti fedelmente la vostra visione. La vera libertà creativa nasce dalla padronanza della manifattura sartoriale e dalla conoscenza profonda di come un’idea si trasforma in un capo finito".


Quali sono le prossime sfide e gli obiettivi futuri per il brand More?

"Da qualche anno ho intrapreso la distribuzione delle mie creazioni in selezionate boutique in Italia, spinta dall’esigenza di rispondere alle richieste delle numerose spose che ci raggiungono da ogni parte del Paese e dall'estero. 

Tra i miei obiettivi futuri c’è sicuramente l’espansione verso i mercati internazionali, unita al desiderio di ricostruire un solido distretto tessile in Sicilia. La mia missione è formare una nuova rete di professionisti locali che possano riportare in auge l’eccellenza manifatturiera che un tempo caratterizzava la nostra isola.»

È giunto il momento, per Morena Fanny Raimondo, di riprendere tra le mani ago, filo e il bianco dei tessuti. C’è una nuova sposa da rendere felice, oggi, nell'Atelier More".

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More: l’ingegnere degli abiti da sposa
Vassily Sortino 2 gennaio 2026


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