A Marsala, in provincia di Trapani, sorge la cantina Rallo, della famiglia Vesco. Qui si producono vini, soprattutto bianchi, generosi ed essenziali, che si caratterizzano per i profumi freschi e fragranti e il frutto elegante. Non solo viti, ma anche grano e ulivi caratterizzano l’economia di Rallo, che ha le sue coltivazioni in tre diverse località della Sicilia occidentale, tra Alcamo, Marsala e Pantelleria, tutte nel territorio del Trapanese.
Uno stile di lavoro, quello dell’azienda, incentrato su un approccio responsabile con il territorio, l’ambiente, la sostenibilità e l’equilibrio nelle cose.
Tutti i vini Rallo sono prodotti rispettando il ciclo delle stagioni e sono biologici. Tutto questo perché il mood aziendale è pensare che il vino debba essere un prodotto etico che esprima il volto del paesaggio e le viscere dell’uomo. Il partner più esigente è la tavola, dalla cucina di casa allo chef’s table di uno stellato, perché il vino è una bevanda unica e irripetibile.
Sarah Vesco, lei è una delle responsabili marketing dell’Azienda agricola Rallo, quando nasce questa cantina famosa in tutta Italia?
«Rallo nasce nel 1860 grazie a Diego Rallo, ovvero il primo siciliano a produrre il Marsala. Un intuizione commerciale pazzesca. Dopo un secolo di attività e di storia, la mia famiglia, i Vesco, ha rilevato il marchio e la cantina e oggi porta avanti non solo il mercato del Marsala, ma anche di altri vini. Su tutti, i vini bianchi autoctoni della Sicilia occidentale».
Quali vini e quante linee produce Rallo?

«Produciamo vini autoctoni monocultivar e prevalentemente uve bianche, perché pensiamo che rispetto al territorio si prestino meglio al territorio. Le nostre linee sono quattro e si dividono in: classici, monovarietali, le selezioni e i fuoripasto. Sono tutti vini monocultivaer e coltivati col sistema biologico. La linea più alta è quella delle selezioni, che si adatta a lunghi affinamenti. Siamo convinti che anche in Sicilia si possono fare, nonostante il clima e quello che si pensi tra alcuni esperti, anche dei vini di lungo invecchiamento, in particolare nel Catarratto».
Avete un vino che è diventato punto di riferimento per i vostri clienti?
«Commercialmente il nostro vanto è il Bianco maggiore. È un Grillo in purezza. Il Grillo, ricordiamolo, nasce come uva per produrre Marsala. Noi oggi lo coltiviamo sia per produrre Marsala che vini da pasto come questo, di pronta beva. È un vino le cui viti nascono nella riserva dello Stagnone, quindi a pochi metri sul livello del mare. È un vino ampio, minerale e sapido, che so sposa bene con tutti i piatti di pesce della cucina siciliana».
Come si svolgono le giornate di lavoro all’interno della azienda agricola e della cantina Rallo?
«Il lavoro si svolge per aree geografiche. Noi abbiamo i vigneti fondamentalmente ad Alcamo e la cantina a Marsala. Lavoriamo su fronti e compiti differenti. Siamo in tanti: in venti e ognuno col proprio ruolo, dove naturalmente ci si scambia idee e si interagisce. C’è chi cura l’aspetto ampelografico, quindi che identifica e classifica le varietà di vitigni,creando le schede e controllando la salute della vigna pianta per pianta. E poi c’è chi si occupa della vita della cantina».
Quali obiettivi futuri ha Rallo per i prossimi anni?
«Oggi è complicato, in relazione a quello che leggiamo quotidianamente sul mondo del vino. Si pensi ai dazi, alle tasse e alle gabelle che bloccano il sano andamento del mercato e la diffusione del vino siciliano. Rallo si è fissato l’obiettivo di potere raccontare quella parte di Sicilia in cui lavori, quella occidentale, esaltando naturalmente i prodotti dove nasce e cioè l’Alcamese».