Scocca Papillon: la moda che rinasce dagli scarti

Articolo di Irene Maria Rita Milisenda

Nel mondo della moda, ogni anno tonnellate di tessuti vengono scartate perché considerati inutilizzabili: ritagli troppo piccoli, fine serie, materiali con leggere imperfezioni. Eppure, proprio da questi “avanzi”, Carmelo Nicotra, artista di Favara, in provincia di Agrigento, ha deciso di dare una seconda vita agli scarti di stoffa, trasformandoli in eleganti papillon fatti a mano. Nel 2012 nasce “Scocca Papillon” che prende il nome dal termine siciliano "scocca" che significa "fiocco".

Per Carmelo non si tratta solo di creare accessori moda, ma di raccontare una storia, quella di materiali recuperati e trasformati con pazienza e passione. Dalla selezione dei tessuti alla progettazione del modello, fino al taglio e alla cucitura, ogni fase è curata con attenzione meticolosa. Ogni pezzo diventa così unico. Le combinazioni di colori e trame, spesso irripetibili, rendono ogni papillon un accessorio esclusivo, lontano dalla produzione industriale e vicino a una dimensione più personale e autentica. 

Quella proposta dal giovane artigiano è una nuova idea di lusso, legata alla cura del dettaglio, all’unicità e alla sostenibilità

Cravatte, papillon, ma anche cerchietti e foulard, diventano accessori capaci di elevare anche il look più semplice, aggiungendo un tocco di personalità e ricercatezza. I colori, le fantasie e le ispirazioni richiamano il paesaggio e la cultura della Sicilia in questo modo ogni creazione porta con sé un pezzo di identità artigianale e culturale.

Quando nasce l'azienda?

"Scocca nasce nel 2012 a Favara all'interno di un progetto che si chiamava "The Second Life", una mostra-mercato vintage che ho ideato insieme a due amici all'interno di Farm Cultural Park, questo grande centro culturale d'arte contemporanea e architettura, coinvolgendo vari artigiani siciliani ad esporre artigianato legato al riciclo e al riuso. Erano anni in cui il tema dell'ambiente era molto forte, si stava iniziando a parlare di sensibilità all'ambiente. Per cui abbiamo chiamato proprio il progetto "Second Life" per dare una seconda vita alle cose, e da questo contesto ho ideato i miei accessori, i miei papillon, ripresi da tessuti di scarto che ho recuperato da tappezzerie di vari negozi".

Come nasce l'idea?

"L'idea nasce da una mia passione per il vintage e per la sartoria. Sono nato in mezzo ai tessuti, mia madre è una sarta, mia zia, quindi è una famiglia di sarti. Malgrado abbia fatto altri studi sempre in ambito creativo, in arti visive, però dalla mia passione anche per la moda vintage all'epoca avevo intuito che il papillon era un accessorio che stava tornando di moda per cui all'interno dell'evento "The Second Life" ho pensato di includerlo come accessorio. E devo dire che la risposta è stata da subito più che positiva e ci ha portato poi in un anno ad avere tante richieste. E dopo un anno, poi a concretizzare il progetto creando proprio un brand."

Quali sono le stoffe che utilizzi?

"Non solo papillon. Il progetto nasce dal nome che si chiama "Scocca", che in dialetto significa "fiocco", ed è stato il motivo per cui abbiamo iniziato il progetto dal recupero di tessuti, piccoli campionari e per cui dalla dimensione riuscivamo a farne soltanto un piccolo oggetto, un papillon. Però poi con gli anni ovviamente il progetto si è allargato abbiamo acquistato anche altri tessuti di varia provenienza e scarti anche di alta sartoria italiana per realizzare anche altri accessori.  Disegno io personalmente con dei panner personalizzati, quindi abbiamo una scelta di collezioni di tessuti diversi che di anno in anno si aggiungono."

Come avviene il processo di creazione?

"I nostri papillon sono di misura prevalentemente standard abbiamo deciso appunto una misura comune e dal pezzo di stoffa poi riusciamo ad inserire un'anima. Anche per quanto riguarda le cravatte, sono tagliate da noi principalmente da tessuti come dicevo prima da scarti, per cui la cosa bella è che non c'è mai un numero fisso di  quantitativi, ma riusciamo a fare per ogni cravatta proprio dei numeri limitati per modello. Da quasi un anno stiamo anche approdando ai foulard e alle bandane, stanno tornando tanto di moda e soprattutto in questi ultimi anni  stiamo cercando di dare una nostra impronta con un'idea di personalizzazione per cui abbiamo disegnato dei pattern ispirati alla Sicilia, tessuti che facciamo stampare in Italia interamente e poi vengono rifiniti da noi qui in Sicilia".

Progetti futuri? 

Includere nuovi prodotti, di allargarci sempre mantenendo coerenza con quello che facciamo e soprattutto nel valorizzare l'artigianato, il fatto a mano. Questa è una cosa a cui teniamo tantissimo, quindi, includendo sempre vari e nuovi articoli. Siamo sempre presenti nelle fiere, cerchiamo sempre di farci conoscere anche oltreoceano, cosa che già facciamo da 10 anni attraverso le piattaforme online di e-commerce che ci permette di vendere in tutto il mondo, però la presenza in fiera ci ha permesso di più di andare in contatto con con i nostri clienti, anche all'estero.

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