Sneark, la scarpa ecosostenibile che rispetta l’ambiente

Articolo di Irene Maria Rita Milisenda

Sostenibilità, circolarità, benessere del piede e qualità Made in Italy. Questi sono gli elementi distintivi che l’architetto agrigentino Lello Romano ha utilizzato per le sue scarpe “Sneark”, sneakers biodegradabili ed ecologiche.

Attraverso un viaggio che ha origine dal lockdown e dagli scarti dell'industria alimentare, scopriamo come la passione per l'abbigliamento e l'architettura abbia dato vita a calzature uniche nel loro genere. Sneark, non è una scarpa come tutte le altre, ma è una scarpa che rispetta l’ambiente in ogni fase della loro esistenza, dalla produzione allo smaltimento; di fatti sia gli scarti di pelle della produzione, che i pellami di cui è composta la scarpa, una volta che ha terminato il suo ciclo di vita, sono utilizzati per la produzione di fertilizzanti per l’agricoltura biologica.

Nel 2024 la startup di Romano, esempio virtuoso di Impresa 5.0., al Main Stage della fiera Maker Faire di Roma, ha ricevuto il Primo premio “TOP OF THE PID” per la categoria sostenibilità. A premiare l’azienda anche Legambiente Circolo Rabat di Agrigento.

Dunque un progetto, con radici agrigentine, che punta ad espandersi in tutto il mondo dimostrando come sostenibilità e innovazione possano andare di pari passo.

Quando nasce l’azienda? 

L’azienda nasce nel 2023. Dopo circa tre anni di ricerca insieme ai miei soci siamo arrivati alla soluzione finale e da lì poi è partito tutto. Abbiamo fatto dei prototipi, ci sono piaciuti e alla fine abbiamo deciso di produrli. La prima produzione si chiama “Sneark 19 91” ed è fatta principalmente di materiali naturali

Com’è nato il nome?

"Il nome è un acronimo S per sostenibilità, N per naturale, E per ecologico, mentre ark sono le iniziali del mio nome e poi perché sono anche un architetto. Ogni scarpa ha un nome legato a qualcosa di mio, legato al passato, ad un periodo particolare della mia vita… e ovviamente non mancano i numeri perché io sono amante dei numeri".

Perché creare scarpe ecosostenibili?

"Era un progetto che avevo iniziato circa 15 anni fa,  poi l’ho abbandonato per vari motivi ma ho deciso di riprenderlo durante la pandemia. Mi sono chiesto: “perché morire di rimpianti?” E da lì, dopo aver visto un documentario legato alla calzatura, ho deciso di avviare il progetto, ma non una scarpa come tutte le altre, ma una scarpa che non inquina l’ambiente. È iniziata la ricerca, tanti fornitori e tante aziende che mi hanno sbattuta la porta in faccia, ma alla fine ci siamo riusciti e abbiamo creato la prima Sneark".

Quali sono i materiali utilizzati? 

"La scarpa è fatta totalmente di materiale naturali. Per quanto riguarda la tomaia la pelle vegetale, non ci sono sostanze chimiche, ma utilizziamo dei trucioli di alberi che ti permette di avere una pelle a fine vita la scarpa può essere smontata, portata in aziende specializzata che la trasforma in biofertilizzante attraverso un processo che si chiama idrolisi. Quindi creiamo nel vero senso della parola “economica circolare”: la pelle, la scarpa, il fertilizzante, la pianta, l’animale. Mentre tutto ciò che sono altre parte della tomaia utilizziamo canapa, e la suola interna è fatta di fibra di cocco, lattice e sughero. Questo permette di avere una scarpa asciutta, antibatterica, traspirante. Ovviamente tutto è Made in Italy, dai materiali al montaggio della scarpa e sono coinvolte varie Regioni d’Italia".

Progetti futuri? 

"Bhè intanto bisogna venderle, è questo credo che sia il progetto imminente. La scarpa piace, siamo in una fase in cui il prodotto deve essere conosciuto. Ha un costo di produzione elevato ed è appunto una scarpa di nicchia. Però tra i prossimi progetti certamente c'è  quello di creare altri modelli, stiamo lavorando per il mondo sportivo e vogliamo espanderci in gran parte del mondo". 


Condividi l'articolo e seguici sui nostri social!


Ceramiche Maior, il nuovo artigianato siciliano a forma di farfalla
Articolo di Vassily Sortino