Terrecotte Sabine: la passione della ceramica
Articolo di Francesco Fravolini

Il laboratorio di ceramiche artistiche Terrecotte Sabine è uno spazio artigianale dove si comprende la straordinaria potenzialità del Made in Italy. L’arte e la passione diventano alleati quando creano oggetti mediante la lavorazione artigianale. Terracotta, maiolica, raku, vetrofusione sono i protagonisti del laboratorio, uno spazio immerso nella natura e ideale per rilassarsi lavorando con le mani. La gioia nell’ideare, creare, realizzare oggetti si legge negli occhi di Eleonora Colletti, artigiana e fondatrice del laboratorio, quando racconta il valore culturale dell’artista. È insegnante alla scuola secondaria ed è riuscita a coronare il suo sogno: divertirsi con le creazioni artigianali di ceramica. Nel laboratorio sono in bella evidenza grandi tavoli, torni elettrici e forni per la cottura della ceramica ad alta temperatura e della ceramica raku. 


Eleonora, come nasce Terrecotte Sabine?

«Dalla mia grande passione per la ceramica. Dopo molti anni incontrai un’amica appassionata di ceramica come me e fu una persona meravigliosa. Decidemmo insieme di aprire questa bottega artigianale. La mia professione principale è l’insegnamento e quindi la mattina sono a scuola, mentre la mia amica era il mio braccio destro. Purtroppo non c’è più perché ha avuto una grave malattia; in questo momento sono rimasta da sola a gestire l’attività artigianale. Quando lascerò la scuola perché raggiungo l’età della pensione potrò dedicarmi a 360 gradi al laboratorio».

L’importanza dell’artigianato nell’economia?

«A mio parere, specialmente in Italia a causa della situazione geografica e della politica, l’artigianato è molto importante in tutte le sue diverse sfaccettature. I poveri artigiani, però, devono fare i conti con milioni di difficoltà che si presentano quotidianamente. Ma non dimentichiamo il motore che incoraggia la grande passione: la soddisfazione di sentirsi qualche volta apprezzati per la nostra produzione». 


Qual è il prodotto più richiesto?

«Sono quei prodotti particolari e decisamente unici che il cliente non trova facilmente nei negozi abituali. Facciamo qualche esempio: pipa di terracotta con un particolare simbolo, orologi solari, rivestimenti per camini e bagni, rose dei venti, pestelli per tirare fuori il colore dai pollini dei fiori, bruciatori per incensi da usare nelle particolari cerimonie».   


C’è un particolare metodo di lavorazione?

«È quello che ho imparato quando frequentavo la scuola di ceramica e, specificatamente, seguo anche alcuni suggerimenti ricevuti dal mio maestro Ciancamerla. 

Il metodo basilare consiste nel realizzare un progetto. Pertanto, tutti i miei lavori che realizzo, sono prima studiati, disegnati, elaborati con piccoli modelli in argilla oppure su un semplice foglio. Successivamente stabilisco le proporzioni, immagino come voglio che sia il lavoro finito, quindi scelgo i materiali adatti per realizzare proprio quella tipologia di prodotto. Questa è la modalità che seguo quando realizzo i progetti artigianali e riguarda sia un orologio solare che richiede un disegno tecnico, sia gli oggetti per la casa o addirittura per il giardino».    

Quali sono le tecniche del mestiere?

«Le tecniche della lavorazione sono quelle alla base della classica metodologia. Personalmente ho messo a punto alcune particolarità, al fine di personalizzare le tecniche proprio come usa fare un buon artigiano. Quando lavoro adotto la tecnica del colombino per realizzare i grandi pezzi di ceramica artigianale; utilizzo il tornio per una produzione di tazze oppure di ciotole. Quando è possibile scelgo anche la tecnica della lastra e la realizzazione di figure che sono sviluppabili da figure piane».


La frutta fresca di Terre Sabine
Articolo di Francesco Fravolini